Repubblica si sofferma sul rendimento dell’attaccante del Napoli Romelu Lukaku, sottolineandone le qualità: “Lukaku sta confermando di essere un grandissimo professionista anche a Napoli. In autunno ha rinunciato a due convocazioni in Nazionale per rimettersi in forma, dopo aver saltato suo malgrado il ritiro estivo. […] In azzurro s’è messo sempre a totale disposizione di Conte e del gruppo e ha sempre accettato senza battere ciglio le decisioni del suo allenatore, che lo ha spesso sostituito nei minuti finali delle partite e non ha mai fatto sconti di alcun genere a Big Rom, trattandolo come tutti i compagni a dispetto del suo eccellente palmares. Umile e gran lavoratore, al punto da farsi montare una palestra anche a casa per allenarsi persino nei rari momenti di riposo. Nessuno più di lui ha pagato dazio in campo alla cessione di Kvaratskhelia e all’infortunio di Neres, che nelle ultime partite hanno di fatto concentrato sull’attaccante belga tutte le attenzioni dei difensori avversari. Gli 8 miseri palloni toccati a Como sono la conseguenza della solitudine a cui l’erede di Osimhen è stato condannato dal resto della squadra, impoverita soprattutto nel reparto offensivo dall’emergenza e dagli errori del mercato. Politano nel 3-5-2 deve coprire tutta la fascia e Raspadori parte da lontano. Per questo Lukaku è rimasto l’unico punto di riferimento del Napoli in attacco e quando esce sono dolori, come è successo a Como. Pur toccando pochi palloni, infatti, Big Rom aveva permesso agli azzurri di risalire con più facilità il campo, tenendo allo stesso tempo impegnati almeno due difensori (se non tre…) nella sua marcatura. Alla sua sostituzione è cambiato tutto e in peggio, con gli avversari che hanno potuto smettere di guardarsi alle spalle sui lanci lunghi e hanno alzato il loro pressing fino al limite dell’area della squadra di Conte: incapace a quel punto di riguadagnare metri con il palleggio. Ecco perchè non si può mai fare a meno del lavoro sporco del centravanti belga, anche quando non riesce a incidere con un gol oppure con gli assist. Dieci più Lukaku. Big Rom sfida anche il suo passato (l’Inter, ndr) e sogna 90′ da protagonista, in una sfida che numeri alla mano vale una fetta di scudetto”.
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