La lingua, talvolta, ferisce più di una spada: oppure, lenisce le ferite, spargendo solidarietà nel cielo terso del calcio italiano. Vista dalla panca di Mazzarri, la serata “viola” di Firenze, intarsiata dal fuori programma Rossi-Ljajic, è la cartina di tornasole d’un disagio collettivo d’una categoria esposta alle scariche di adrenalina che covano sotto la seggiola sempre traballante di un allenatore: «Io sono schieratissimo con Delio – dice il tecnico del Napoli – che è una persona perbene e della quale ho stima. L’epidosio è brutto, come ha detto anche lui, ma testimonia l’esasperazione di un collega che, credo, vada capito. E’ vero che parole si può far più male che con uno schiaffo e a noi succede spesso di dover subire, anche di giustificare con frasi di circostanza: succede ed è diventata quasi una moda che chi esca utilizzi il vaffa contro l’allenatoree che per evitare polemiche si dica, è attaccato alla maglia, ha voglia di giocare. No, invece no. Serve rispetto verso i tecnici e verso chi entra e qui invece è saltata ogni regola» Il calcio del Terzo Millennio è un pallone gonfio di tossine preso a pedate da Mazzarri a modo suo, schierandosi senza mezze misure e senza acrobazie dialettiche nei confronti di un collega al quale ha inviato un sms a caldo e per il quale ha scelto di esporsi a freddo: «Vorrei dire ad Ulivieri, il presidente degli allenatori, che è una splendida persona, di trovare il modo di discutere di regole più ferree, a tutela di ognuno di noi. E’ arrivato il momento di far assumere anche ai calciatori le proprie responsabilità, devono essere pure loro attenti ai comportamenti, accettando le decisioni del loro allenatore. E sarebbe bello che pure le società si riunissero, intervendo con decisione. Quando un calciatore fa qualcosa di eclatante, deve pagare per primo. In Inghilterra, su problemi di più ampia portata, intervenne negli anni ’80 la Thatcher in persona ed il problema della violenza è stato debellato. Bisogna far lo stesso qui da noi, bisogna che ci sia una inversione di tendenza netta e affinché ciò accada, servono deterrenti. Qui in Italia i tecnici tappano tutto e pagano sempre, quando le cose non vanno bene. Io in questa storia sto dalla parte di Delio Rossi, ho comprensione per lui» .
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
P.S.
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