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Maradona, per la festa del 5 luglio c’è un problema sicurezza: si va verso una manifestazione “small”

Le problematiche che il Comune sta cercando di affrontare

Armando Maradona dovranno essere approvate in due successive riunioni. È questo l’esito del tavolo su ordine e sicurezza pubblica che si è tenuto in Prefettura a Napoli e che ha affrontato il dispositivo di sicurezza per la festa dell’ex asso argentino in programma il 5 luglio alle 21,30». E ancora: «La commissione ha infatti stabilito che il piano di safety dovrà essere oggetto di una riunione nella questura partenopea a cui partecipino anche i Vigili del Fuoco. Il dispositivo deciso in questura verrà poi nuovamente analizzato in una riunione del tavolo in Prefettura». Visti i tempi strettissimi, la riunione in Questura potrebbe tenersi già oggi, in modo che domani si possa ritornare in Prefettura per il sì definitivo al piano e l’ok sulla sicurezza alla serata. Il sindaco Luigi de Magistris ci mette la faccia e spiega: «Ora si entra nel vivo dell’organizzazione di questo evento. Il tavolo tecnico è al lavoro per organizzarlo al meglio e per garantire partecipazione democratica, sicurezza e tranquillità ovviamente con la collaborazione di tutta la città che deve dare il suo contributo come sa fare in eventi così importanti». Per chiudere la tornata di dichiarazioni ecco quella dell’assessore allo Sport Ciro Borriello, significativa perché in qualche modo spiega che la cerimonia sarà effettivamente in forma ridotta. «Siamo alle fasi finali dell’organizzazione – dice l’assessore – mancano solo delle prescrizioni legate alla sicurezza, intanto oggi si riuniranno i Vigili del fuoco. Crediamo che per domani ci sarà anche un grafico da far vedere in Prefettura agli esperti. Magari si proverà a conteggiare il numero di persone che entreranno in piazza. Potremo riapplicare il modello organizzativo visto con l’arrivo del Papa, anche se saranno prese misure più stringenti per colpa del pericolo terrorismo. L’evento durerà più o meno un’ora a partire dalle 21,30». Dichiarazioni rese a Radio Marte.
Dunque, un piano sicurezza più stringente di quello messo in campo con l’arrivo di Papa Francesco da un lato, e numero contingentato di pubblico in piazza dall’altro. Le nuove regole dettate dal capo della polizia Franco Gabrielli – studiate dopo i fatti di Torino – sono molto severe. Nelle piazze non possono insistere più di 3 persone per metro quadro. Al Plebiscito se si sottraggono gli spazi per il palco – al Comune se non arriva lo sponsor costerà una cifra sopra i 50 mila euro – quelli per le vie di fuga, per le forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, poi per le ambulanze e le aree di «rispetto», alla fine potranno accedere più o meno 30-35mila persone. Veniamo alle prescrizioni a quelle più drastiche: la piazza sarà blindata da centinaia di esponenti delle forze dell’ordine, che dovranno provvedere al pre-filtraggio; su tutti gli accessi che portano al Plebiscito saranno installati barriere in cemento per evitare eventuali atti terroristici e sarà vietato vendere alcol e bibite in lattina o in bottiglia. Un’ora di spettacolo il cui mattatore sarà il comico Alessandro Siani, singolarmente in silenzio su questa vicenda che lo vede protagonista come organizzatore, anche questo un segnale di quanto sia alta la preoccupazione per l’evento del 5 luglio.

Fonte: Il Mattino

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